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Un materasso non si distrugge ma si trasforma.

“Sono stato un materasso anch’io, poi una volta dismesso ogni singolo elemento componente ha preso una strada diversa per diventare un pannello isolante da utilizzare nell’edilizia o nelle costruzioni civili o qualcosa d’altro, ma di utile”. Questo sarà il futuro prossimo.

Ogni anno in Italia vengono dismessi circa cinque milioni di materassi, il più delle volte portati alle discariche anche se le direttive europee vietano in teoria una simile procedura. Tale gestione costituisce un vero problema, perché vengono disattese le principali regole per la corretta tutela ambientale. Le amministrazioni comunali devono sostenere costi importanti per lo smaltimento dei materassi e se avviati alla termovalorizzazione devono essere comunque trattati. 

E’ un peccato, perché i singoli elementi che compongono il materasso sarebbero facilmente recuperabili: il tessuto, le falde di imbottitura, il feltro, il poliuretano espanso, il lattice, le molle in acciaio possono generare nuovi prodotti se inseriti correttamente nelle filiere del settore tessile e d’arredamento, della produzione di isolanti per il settore edile e civile, del settore siderurgico. 

Si calcola che il recupero possibile possa riguardare il 90% dei materiali utilizzati, con il risparmio di 13.500 tonnellate di CO₂ ogni 10.000 tonnellate di materassi trattati 
(Fonte: Relazione CO2ontare dell’Università degli Studi Milano Bicocca).

Nel 2007 su proposta della Commissione Europea è stata approvata una integrazione del Protocollo di Kyoto che prevede una nuova politica energetica per l’Europa, e cioè entro il 2020 la riduzione del 20% della produzione di gas serra, il raggiungimento del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili, la riduzione del 20% del consumo di energia.

L’adeguamento del sistema economico e in particolare del comparto industriale e manifatturiero naturalmente coinvolge anche il settore dei materassi, che anche in Italia dovrà rispettare una normativa ancora in fase di discussione, il cui disegno di legge estende la responsabilità ai Produttori non solo sugli aspetti  finanziari della gestione del rifiuto, ma anche su quelli gestionali, sia per limitare la produzione dei rifiuti nel ciclo di lavorazione sia per la progettazione di manufatti volti a ridurre il loro impatto ambientale.
 
Il problema naturalmente è stato preso in considerazione dai produttori di materassi, tanto che le aziende più avvedute già utilizzano materiali a basso impatto ambientale nella produzione dei loro manufatti.

Solo ultimamente però si è cominciato a discutere di un sistema collettivo per il recupero dei materassi a fine uso, sistema che si inserisce nell’ambito dell’economia circolare, ovvero di uno sviluppo economico rispettoso sia dell’ambiente, sia del benessere futuro delle nuove generazioni.
 
Nata nel corso degli anni ’70 ma affermatasi in tempi più recenti, l’economia circolare prende il suo nome dal meccanismo biologico caratteristico di alcuni organismi, capaci di assimilare e digerire le sostanze nutrienti, per poi reimmetterle nel ciclo vitale. Un sistema quindi di rigenerazione, o appunto chiuso, circolare, che riduce al minimo gli sprechi. 

Questo stesso principio è stato recuperato ed adattato al moderno processo economico: l’obiettivo è quello di assicurare ai prodotti un ciclo vitale più lungo, sottoporli alla fine della loro vita ad un processo di riconversione e ridurre drasticamente la produzione di rifiuti. Anzi, i cosiddetti rifiuti diventano gli elementi di base per la creazione di nuovi prodotti. 

Tutto ciò naturalmente presuppone un ripensamento generale dell’intero sistema produttivo. Il prodotto industriale deve essere progettato per inserirsi perfettamente all’interno del processo virtuoso dell’economia circolare, deve cioè prestarsi ad un successivo smembramento e riutilizzo senza produrre scarti inutilizzabili. I componenti biologici devono essere atossici e compostabili, quelli tecnici devono essere riutilizzabili senza dispendio inutile di energia. 

Tutti i produttori di materassi più coscienziosi, a partire naturalmente da quelli aderenti al Consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità, sono oggi consapevoli che non si possono ignorare le disposizioni che il disegno di legge** imporrà quando entrerà in vigore in termini di progettazione di manufatti che tengano in considerazione le linee guida sul riciclo degli elementi che costituiscono il materasso perché convinti che anche questo aspetto faccia parte di quel pacchetto esclusivo che contraddistingue un prodotto di qualità. 

**
“Schema di decreto ministeriale recante l’introduzione della responsabilità estesa del produttore di materassi, ai sensi dell’articolo 178/bis, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, nr.152 - Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare”.  


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