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Dormire bene fa dei nostri sogni un’arte

Ci è stato insegnato fin dalla più tenera età che la notte porta consiglio. 

Sacrosanta verità, ma forse solo parziale: in realtà la notte spesso diventa anche l’ambito ideale in cui la creatività umana trova il suo spazio vitale. Ad una condizione però, quella di dormire bene. Solo così infatti le due fasi principali del sonno, note come fase Rem (quella che consente agli occhi di compiere movimenti molto rapidi, in paradossale contrasto con il completo rilassamento dei muscoli, mentre la mente produce sogni molto intensi) e fase non-Rem (quella che accompagna l’addormentamento e si prolunga fino al sonno profondo, in cui anche la mente rallenta moltissimo la sua attività) possono alternarsi in maniera armonica e naturale: contribuiscono così alla completa rigenerazione delle energie vitali, indispensabili per poter disporre durante la veglia della necessaria prontezza fisica e mentale.

Gli studi neuro-scientifici più recenti hanno attribuito ruoli molto differenti alle due fasi descritte e hanno accertato che il pensiero creativo nasce da una sorta di stretta collaborazione tra le due. Si sa ora che il sonno, quando è sereno e ristoratore, ri-cataloga le impressioni e i ricordi raccolti nel tempo, sedimentati già da molti anni oppure registrati il giorno precedente, e li mette in relazione secondo una logica non razionale. Durante il sonno la fase non-Rem sembra avere il compito di organizzare ricordi e informazioni in categorie differenti, mentre la fase Rem crea connessioni inaspettate utilizzando un metodo analogico, assembla cioè questo materiale trovando analogie che sfuggono alla normale razionalità. Da qui nascono quelle visioni fantastiche e quegli accostamenti sorprendenti, spesso comprensibili soltanto utilizzando il linguaggio simbolico. E’ esattamente quello che Freud aveva intuito all’inizio del ‘900 e che gli ha permesso di scrivere il suo famosissimo libro L’interpretazione dei Sogni. L’analisi dei sogni è diventata grazie a lui la via maestra che conduce all’incontro con l’inconscio, e cioè la dimensione psichica non consapevole che si è strutturata nell’individuo con le esperienze maturate nella primissima età e con i desideri e le pulsioni dell’età adulta.

Attività onirica, creatività e quindi anche espressione artistica diventano così elementi strettamente connessi tra loro, e costituiscono gli ingredienti base che guidano le punte più elevate dell’attività umana. Anche le grandi scoperte scientifiche spesso nascono da intuizioni che sfuggono alla pura razionalità, ma prendono spunto da suggestione creative. Si dice che il giovane Albert Einstein, il futuro padre della rivoluzionaria teoria della relatività, avesse iniziato la sua ricerca scientifica domandandosi: “Se volassi alla velocità della luce il mio volto verrebbe riflesso in uno specchio?”. L’ispirazione letteraria di autori come Pirandello, Joyce o Kafka induce ad una evidente contiguità con il linguaggio dei sogni, così come Shakespeare nella “Tempesta” può dire: “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la nostra breve vita”. Il movimento surrealista, nato in Francia nel 1924 per merito di André Breton, sosteneva la libera espressione artistica al di fuori dei condizionamenti della ragione: nel suo manifesto asseriva che la creatività umana si nutre di sogni, desideri e immaginazione e attraverso l’arte dà libero spazio alle manifestazioni dell’inconscio. La legittimazione dell’irrazionale promossa da Freud è evidente per esempio nelle opere di Max Ernst o di Magritte. Ancora, ma si potrebbe continuare all’infinito, il più grande regista cinematografico italiano, Federico Fellini, soprannominato il Picasso del cinema, si appuntava con meticolosità i suoi sogni, li sintetizzava in schizzi a penna divenuti celebri, e da lì traeva l’ispirazione per capolavori indimenticabili come “Otto e mezzo”, “La dolce vita”, “Giulietta degli spiriti” e tanti altri. Era solito dire che considerava più vere le cose che si era inventato di quelle reali.

Concludendo, possiamo dire a maggior ragione che anche in questo senso ricercare la qualità del sonno significa voler migliorare la qualità della vita. Chi riposa bene, tiene vivi i propri ricordi e nutre la propria mente di suggestioni preziose ed uniche. La creatività è patrimonio di tutti gli esseri umani, tutti infatti sogniamo e tutti quindi possiamo dirci potenziali artisti.




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