Pillole

 
febbraio
2012

L’insonnia del pendolare

Dalla Svezia arriva notizia di uno studio recentissimo, svolto dalla Lund University,  che ha monitorato 21 mila persone tra i 18  e i 64 anni costrette a spostamenti di una certa entità per recarsi al lavoro o al posto di studio. I risultati dimostrano, com’era facilmente prevedibile, che chi usa l’automobile o i mezzi pubblici subisce un carico di stress notevolmente superiore rispetto a chi si sposta a piedi o in bicicletta. E soprattutto, risente di una qualità del sonno decisamente peggiore, di una minore resistenza fisica e tende ad avere maggiori problemi di salute.

Inoltre, chi usa l’auto o i mezzi pubblici e impiega tra i 30 e i 60 minuti per arrivare a destinazione è più stressato di chi ci mette più di un’ora: questi pendolari infatti hanno più tempo e più opportunità per rilassarsi. Su questo aspetto particolare però è in corso un ulteriore approfondimento, perché sembrerebbe che a questa categoria appartengano in maggior numero coloro che vivono fuori città, in una situazione privilegiata (casa di campagna) e quindi già piacevolmente appagati da una qualità di vita superiore. C’è poi chi a guidare si diverte e non considera stressante più di tanto il viaggio andata-ritorno, ma anzi lo utilizza come un piacevole momento dedicato alle proprie elucubrazioni. Tra quelli invece che mal sopportano lo stress da traffico, svettano prepotentemente gli uomini, sette volte più irascibili delle donne: Ma questo, si sa, è fenomeno arcinoto.

Donna riposata, matrimonio felice. E viceversa

A proposito di differenze tra uomo e donna: la cattiva qualità del sonno notturno influisce negativamente sul matrimonio solo se a dormire male è la donna. Così ha sperimentato la dottoressa Wendy Troxel dell’Università di Pittsburg, che ha sottoposto a test 32 coppie di età media pari a 32 anni, del tutto esenti da particolari patologie. Dal suo studio è emerso che le interazioni negative nei confronti del partner erano presenti il mattino successivo ad una notte di sonno inquieto da parte delle mogli, mentre i mariti manifestavano analoghi malesseri solo dopo una notte agitata, ma sempre della moglie. Esiste di questo fenomeno anche una controprova: la stessa dottoressa Troxel aveva precedentemente rilevato che la presenza di un marito o di un partner nell’ambito di un rapporto di coppia felice ha una influenza molto positiva sul sonno di una donna, elevandone sensibilmente la qualità di vita.

La mente stanca non ricorda

Semplice ma efficace dimostrazione di quanto sia vero che una buona dormita aiuta ad affrontare con energia e lucidità l’intera giornata. Più precisamente, la mancanza di sonno impedisce alla mente di fissare il ricordo di quanto accaduto o vissuto durante la giornata. Lo hanno recentemente evidenziato alcuni scienziati californiani della Stanford University che hanno sottoposto a test di riconoscimento di oggetti due gruppi di cavie: il primo gruppo di topolini aveva goduto di un sonno regolare, il secondo invece era stato disturbato da una serie incessante di segnali luminosi. Il sonno frammentato ha reso quasi impossibile per il secondo gruppo l’esercizio di riconoscimento.

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