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Elettrosmog ed effetti sulla salute

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Lunghe chiacchierate al telefono, ore di navigazione in rete, TV sempre accesa... Siamo sicuri di essere protetti dai campi elettromagnetici? Qualche approfondimento sul tema.

Spesso non ce ne rendiamo conto ma siamo in contatto diretto con emettitori di radiazioni praticamente tutto il giorno: telefono cellulare (in Italia ne possiede in media più di uno ogni persona) tablet e smartphone. Nemmeno in casa siamo al sicuro con il forno a microonde, il televisore, lo stereo e il router wi-fi.

Sono tutti apparecchi che emettono onde elettromagnetiche invisibili ed impercettibili delle quali non ci curiamo più di tanto ma che potrebbe avere effetti negativi sulla nostra salute.

                                                                               

Cerchiamo dunque di comprendere cosa sono effettivamente e quali sono le loro caratteristiche. 

Le radiazioni non ionizzanti (NIR) sono forme di radiazioni elettromagnetiche, comunemente chiamate campi elettromagnetici, che al contrario delle radiazioni ionizzanti non possiedono l’energia sufficiente per modificare le componenti della materia e degli esseri viventi (atomi e molecole). Questo tipo di radiazioni cioè non possiede l’energia sufficiente per modificare il tessuto cellulare umano. Le radiazioni non ionizzanti si suddividono in: campi elettromagnetici, radiofrequenze, microonde, infrarosso, luce visibile.

Nonostante la presunta inoffensività di queste radiazioni, studi scientifici stanno valutando gli effetti che potrebbero avere sul nostro corpo dopo un’esposizione prolungata.

I principali effetti dovuti all’interazione corpo umano - campi elettromagnetici nello spettro compreso tra 0 e 300 GHz (range di frequenze in cui sono comprese le radiazioni non ionizzanti) sono due, differenti ma complementari: induzione di correnti elettriche e riscaldamento. L’induzione di correnti elettriche nei tessuti è dominante alle frequenze fino a 1 MHz. Con l’aumentare dell’oscillazione e quindi della frequenza, diventa più rilevante l’assorbimento di energia nei tessuti per via della rapida oscillazione di molecole d’acqua o ioni indotta dai campi elettromagnetici.

     


Il riferimento più autorevole per la valutazione degli effetti sulla salute dell’uomo è costituito dalla International Commission on Non Ionizing Radiation Protection (ICNIRP) che gode del riconoscimento ufficiale dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e della IARC (International Agency for Research on Cancer).

La definizione dei limiti di base all’esposizione ai campi, secondo la guida ICNIRP (1998) si basa solo sugli effetti di cui si ha una accertata conoscenza scientifica della loro pericolosità per la salute:

  • 1 Hz – 10 MHz: i limiti di base sono definiti in termini di densità di corrente per prevenire effetti sulle funzioni del sistema nervoso
  • 100 kHz – 10 GHz: i limiti di base sono definiti in termini di SAR (Specific Absorbition Rate W/Kg) per prevenire il surriscaldamento del corpo umano
  • 10 GHz – 300 GHz: i limiti di base sono definiti solo in termini di densità di potenza per prevenire surriscaldamento superficiale

Gli effetti biologici vanno distinti tra le emissioni a basse frequenza e le emissioni ad alte frequenze.

A basse frequenze valori superiori ai limiti di base possono interferire con il sistema nervoso e addirittura provocare la stimolazione di nervi e muscoli. Ad alte frequenze invece è stato provato che l’esposizione per più di mezz’ora a campi elettromagnetici produce un SAR tra 1 e 4 W/kg, provoca un aumento di temperatura di 1°C ed è certo che ci possano essere effetti dannosi sulla salute.

Non c’è ancora evidenza dell’esistenza di effetti cancerogeni, tranne per un piccolo caso statistico di aumento di leucemia infantile nei soggetti esposti a elettrodi che trasportano elevate correnti.

L’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde sotto i livelli di riferimento, non provoca un significativo aumento di temperatura ma effetti non termici per i quali non c’è alcuna evidenza scientifica di pericolosità: la IARC non ha ancora assunto alcuna posizione ufficiale sulla cancerogenicità.

Su tali meccanismi e sulla loro stessa esistenza non c’è tra l’altro alcun accordo tra i ricercatori.

Non siamo ancora in grado quindi di trarre conclusioni sulla pericolosità delle onde non ionizzanti provocate da cellulari, radiostazioni e altro ancora, poiché questo argomento necessita di ulteriore sperimentazione e ricerca.

Per quanto riguarda invece il timore di poter essere investiti da onde ionizzanti pericolose generate dalle molle presenti nell’anima di un materasso, si tratta di una paura infondata. Sono metalli non attraversati da corrente e non possono quindi generare un campo magnetico. Le molle inoltre sono circondate da strati di materiali isolanti, imbottiture e tessuti che garantiscono una schermatura per un eventuale “ effetto rimbalzo” di onde elettromagnetiche emesse da apparecchi esterni e da un effetto fotoelettrico (emissione di elettroni da una superficie, solitamente metallica, quando questa viene colpita da una radiazione elettromagnetica).

E’ buona norma comunque evitare di dormire con cellulare, tablet e lettore mp3 appoggiati sul comodino, quindi vicino alla testa, per tutta la notte o tenere il modem wi-fi acceso in camera da letto.

 

Ing. Tommaso Crippa

Ingegnere dei Sistemi Edilizi 

Buro Huppold Engineering - Londra

 

Bibliografia:
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. ionizzazione, onde elettromagnetiche, radiazione.
R. Perfetti, Circuiti Elettrici – Zanichelli
Prof. L. Di Rienzo, Sicurezza Elettrica, A.A. 2012-2013 - Fisica Tecnica – Facoltà di Ingegneria dell’Edilizia del Politecnico di Milano

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