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Ecolabel e materassi: in fase di redifinizione i criteri di certificazione

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È molto cresciuta nel corso degli ultimi dieci anni la sensibilità generale verso i temi della eco-sostenibilità delle diverse attività umane, tutte quelle cioè, e sono innumerevoli, che hanno a che fare con la produzione di ricchezza e di benessere.

E’ molto cresciuta nel corso degli ultimi dieci anni la sensibilità generale verso i temi della eco-sostenibilità delle diverse attività umane, tutte quelle cioè, e sono innumerevoli, che hanno a che fare con la produzione di ricchezza e di benessere. Grande e piccola industria, produzione e distribuzione energetica, trasporti e turismo, persino le attività culturali sono responsabili, anche se in differente misura, del progressivo avvelenamento del nostro habitat, cioè della terra intera. L’attenzione che viene posta perché ne venga attenuato l’impatto sull’ambiente si è trasformata, soprattutto ultimamente, da fatto d’élite ad atteggiamento sempre più generalizzato, e non solo nei paesi occidentali. Un processo facilitato anche dal fatto che i risvolti economici sul miglioramento tecnologico e qualitativo dei prodotti e sull’occupazione sono decisamente positivi.

 

Da questa realtà ha avuto origine l’Ecoetichetta, meglio nota come Ecolabel nella sua corretta dizione in inglese: è un marchio europeo che viene attribuito per certificare, in base ad un apposito regolamento CE, il ridotto impatto ambientale dei prodotti e dei servizi che lo utilizzano.

L’Ecolabel è dunque uno strumento volontario che consente al consumatore di riconoscere il rispetto dell’ambiente da parte del singolo prodotto o servizio in tutto il suo ciclo di vita. I produttori o i fornitori di servizio possono di riflesso distinguersi dalla diretta concorrenza presente sul mercato, perché riescono così a vantare importanti ed elevati standard prestazionali e ambientali.

 

Per ogni categoria merceologica o di servizio è definita una serie di criteri che certificano il rispetto per l’ambiente: la valutazione viene effettuata sulla base di un’analisi sulla vita dei prodotti, sui costi di smaltimento, sugli imballi e sui consumi, secondo precise procedure normate ISO 14040. A queste il produttore deve uniformarsi per determinare il grado di approfondimento necessario per l’analisi da compiere, la garanzia della qualità dei dati e della corretta interpretazione dei risultati. La stima dell’impatto ambientale deve considerare tutti i processi relativi al prodotto o al servizio, anche in termini di contributo al surriscaldamento, al problema dell’ozono, all’eutrofizzazione, all’acidificazione, alla tossicità per l’uomo e per l’ambiente.

 

Per quanto riguarda i materassi e i sistemi per dormire, i criteri per ottenere l’Ecolabel sono stati stabiliti di recente, nel 2009: a distanza di tre anni però è necessario ridefinire queste norme a seguito dei cambiamenti che stanno succedendosi sul mercato e delle nuove tecnologie che sempre più velocemente si sviluppano nel settore. Occorre infatti tenere presente che i criteri di certificazione sono concepiti in modo da consentire soltanto ai migliori prodotti di ottenerla, in genere corrispondenti a non più del 10 o 20% del totale mercato. Il rapido processo di miglioramento dei prodotti obbliga ad un parallelo adeguamento dei criteri di valutazione, per mantenerne inalterata la validità.

 

Attualmente anche il Consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità è impegnato attivamente come stakeholder nella ridefinizione dei criteri Ecolabel per il settore di sua competenza.

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