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La camera da letto

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Esistono diversi approcci per accostarsi al tema della progettazione dello spazio camera da letto; in particolare, secondo una filosofia di pensiero che si basa molto più sulla pratica quotidiana che su teorie razionali, è evidente come il locale della stanza da letto rappresenta per ciascuno il “rifugio” per eccellenza.

Esistono diversi approcci per accostarsi al tema della progettazione dello spazio camera da letto; in particolare, secondo una filosofia di pensiero che si basa molto più sulla pratica quotidiana che su teorie razionali, è evidente come il locale della stanza da letto rappresenta per ciascuno il “rifugio” per eccellenza. Se si ragiona sul significato di quest’affermazione, si nota che fin dall’inizio della storia, l’uomo ha cercato un riparo per trascorrere la notte, proteggendosi dai pericoli e dagli agenti atmosferici. Come nel lontano passato, così anche oggi, per l’uomo moderno, è indispensabile garantire un riparo al corpo e alla mente, stanche dopo un’intensa giornata. Ad ogni età e ad ogni livello sociale, la camera da letto è il luogo in cui un individuo trascorre circa un terzo della propria vita, di conseguenza la progettazione di questo spazio deve essere particolarmente attenta e sensibile a quelle che sono le reali esigenze psicologiche e fisiche dei fruitori, ancor più che negli altri ambienti della casa perché il riposo è quella fase in cui l’individuo ha bisogno di ricreare, anche se inconsapevolmente, le condizioni del grembo materno, quindi di protezione, confort termico e acustico. Si noti infatti come molte persone dormano assumendo la cosiddetta “posizione fetale”.

 

Secondo le normative vigenti, lo standard dimensionale minimo per una stanza da letto singola è 9 mq, mentre per una doppia è 14 mq. Si è dibattuto molto sulla possibilità di introdurre nella camera spazi allestiti per altre funzionalità, quali la lettura, la cura del corpo e addirittura l’esercizio fisico. Tuttavia è necessario tener presente il contesto socio – culturale nel quale si va ad operare e attualmente la progettazione deve misurarsi con spazi sempre più minimali. Perciò è necessario estrapolare l’essenza dell’ambiente in questione e tradurre in canoni oggettivi e  applicabili il concetto di rifugio materno che vogliamo attribuire alla camera.

 

Elemento cardine dell’ambiente dedicato al riposo è indubbiamente il letto. Esso deve avere un ruolo di protagonista, distante almeno 60 cm da ogni altro ingombro. Esistono diverse soluzioni per collocarlo nello spazio, in funzione della psicologia dell’individuo: può essere inserito al centro della stanza per persone con una spiccata sicurezza e determinazione, oppure con la testata rivolta verso un angolo, oppure ancora con un lato, preferibilmente la testata, appoggiato ad una parete per coloro che sono più fragili e più bisognosi di protezione. Decisivo è l’orientamento. Il corpo umano a riposo deve, infatti, essere posto con il capo verso nord e, di conseguenza, i piedi orientati verso sud, per favorire lo scarico elettrico dell’organismo e garantire quindi un riposo più efficace. Si tenga presente tuttavia che, soprattutto nelle zone con clima rigido, è negativo appoggiare la testata del letto a pareti perimetrali per la trasmissione di freddo e umidità.

 

È consigliabile ricordare che il locale deve trovarsi il più distante possibile da fonti di rumore costante, come aeroporti, stazioni ferroviarie e strade molto trafficate, ma anche lontano da locali rumorosi della casa come cucine e garage e da elettrodomestici che, oltre a costituire fonti di disturbo acustico, producono campi elettromagnetici in gradi di disturbare il sonno.

 

Anche la distribuzione degli specchi all’interno della stanza deve essere ridotta al minimo, poiché proprio la superficie riflettente rimbalza le onde elettromagnetiche dannose per l’organismo ed eventuali luci presenti nel locale.

 

Gli impianti e le tubature che servono l’abitazione devono essere correttamente isolati per non essere causa di disturbo durante il riposo notturno.

 

Un altro cardine della progettazione della camera da letto è sicuramente la presenza delle aperture, che garantiscono un corretto ricambio d’aria. È d’uso dotare la stanza di grandi finestre, magari che ricoprono un’intera parete, soluzione sicuramente molto alla moda ma che deve tenere presente il contesto climatico in cui si va a costruire. Si rischia infatti di creare spazi troppo esposti al freddo invernale o al caldo estivo. Perciò si consideri che la superficie finestrata debba essere maggiore di un ottavo della superficie del pavimento del locale e che deve essere garantito un fattore di luce diurna maggiorato del 2%. Inoltre le aperture devono essere debitamente munite di sistemi di oscuramento, in modo tale da creare, secondo le esigenze dell’utenza,  una condizione di buio totale o parziale durante il riposo notturno.

 

La normativa vigente prevede all’interno della camera da letto un punto luce ogni 15 – 20 mq di superficie, nonché una lampada da notte per ogni posto letto. Il punto di illuminazione principale, solitamente il lampadario a soffitto, deve essere posizionato ad 80 cm dal soffitto se il locale raggiunge un’altezza di 3 m, a 50 cm se l’altezza è inferiore. Tuttavia è sicuramente più gradevole una luce calda e soffusa, possibilmente indiretta, proprio perché l’ambiente deve essere dolce, accogliente e protettivo, quasi a ricreare, come già detto le condizioni del grembo materno. I punti luce sono comunque gestiti con lampade alogene a risparmio energetico e regolabili, perché no, anche con un appropriato sistema di domotica.

 

Si vengono ora a definire quelle che sono le finiture della camera da letto, ovvero i colori dell’intonaco delle pareti, delle pavimentazioni e il loro materiale. Assolutamente negativi per un corretto riposo sono i colori troppo vivaci, da preferire invece le tinte pastello nelle tonalità fredde o calde a seconda del contesto ambientale in cui si colloca l’abitazione: differenti saranno le tinte per località montane da quelle per località di mare. Più genericamente si tenga sempre presente l’intento di voler ricreare una condizione di rifugio per l’individuo, quindi da preferire le tinte neutre come il bianco avorio e il begie. Il pavimento, studiato cromaticamente in relazione alle pareti, deve avere la caratteristica di piacevolezza al tatto, non deve quindi creare un trauma termico o tattile al contatto con il piede nudo. Perciò si consiglia vivamente legno perché è un materiale naturale, che crea quindi un rapporto armonico con l’organismo, inoltre perché possiede ottime caratteristiche isolanti e, non da ultimo, perché si tratta di un materiale vivo! Una valida alternativa al legno è la moquette che garantisce calore e morbidezza; si tenga presente tuttavia che questo tipo di pavimentazione non garantisce lo stesso livello di igiene.

 

In conclusione si vuole evidenziare l’importanza della temperatura della camera da letto: non deve essere né troppo fredda ne troppo calda, né tantomeno regolata con sistemi di riscaldamento o raffrescamento direttamente orientati sul corpo. La temperatura ottimale è tra i 18° e i 20° gradi, durante tutto l’anno, con un livello di umidità sufficiente da evitare l’irritazione delle mucose respiratorie.

 

Abbiamo trattato quelli che sono gli elementi principali per una corretta progettazione della stanza da letto. Tuttavia ritengo fondamentale integrare quelli che sono i canoni imposti dalla normativa con la propria logica ed esperienza personale: il progettista deve infatti immedesimarsi nell’utente per capire se le condizioni che si vengono a creare nell’ambiente sono di confort o di disagio, in relazione all’ambiente, alla personalità e alla percezione sensoriale. Si può scegliere di promuovere l’innovazione, il lusso e la moda, magari a discapito del benessere dell’individuo, ma a questo proposito ricordiamo che anche ai tempi del Re Sole, quando le stanze da letto erano grandi come i nostri trilocali, i nobili andavano a dormire in un letto “a baldacchino”…Oltre a tutti gli altri motivi socio – culturali, forse anche per ricreare in quello spazio enorme della loro stanza, il proprio angolo intimo di rifugio.

 

Federica Colombini
Consulente Tecnico ANAEPA
Confartigianato Edilizia

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