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Il comfort termico nella camera da letto

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Perché è importante il benessere termico dell'ambiente in cui dormiamo? Cosa dobbiamo considerare quando scegliamo il nostro letto? Scoprilo qui.

Molto più spesso di quanto si possa credere la causa per cui passiamo notti insonni, perdendo preziose ore di riposo, è proprio l’impossibilità di trovare la condizione di comfort ottimale per prendere sonno. C’è un particolare tipo di comfort, il comfort termo-igrometrico, che influenza la qualità del nostro riposo ed è strettamente legato al benessere termico dell’ambiente in cui dormiamo.

Analizziamo quali sono le cause che concorrono alla perdita dell’equilibrio termo-igrometrico all’interno della camera da letto tramite alcune considerazioni ambientali e percettive.


I fattori di percezione del “comfort” in un ambiente sono molteplici e variano per ogni individuo; tuttavia si possono raggruppare in tre componenti principali: fisiche, psicologiche e fisiologiche.

I fattori fisiologici e psicologici riguardano la percezione dell’osservatore e sono prettamente soggettivi, mentre il fattore fisico, sul quale si vuole porre l’attenzione, è legato alle sensazioni che l’osservatore prova nei confronti delle caratteristiche termiche (caldo o freddo) e igrometriche (relative all’umidità dell’aria) dell’ambiente in cui si trova.

 

Mentre dormiamo possiamo provare diverse sensazioni legate sia alla temperatura (ad esempio caldo se la temperatura corporea supera i 37°C o freddo se scende sotto i 34°C), sia al contenuto di umidità dell’aria, che a seconda del grado di intensità può causare sensazioni di secchezza delle muscose o di pelle bagnata. Si tratta di parametri ambientali che vanno controllati e valutati, ed è compito dei progettisti garantire che negli edifici destinati allo svolgimento delle attività quotidiane (case, uffici, scuole, etc.) vi sia sempre una condizione di comfort termico per i suoi occupanti. Tutto ciò è possibile ottimizzando la sinergia di diversi strumenti, come la ventilazione, gli impianti di climatizzazione e la modellazione dell’involucro dell’edificio.

Purtroppo non viviamo tutti nello stesso tipo di abitazione e nello stesso luogo geografico e non possiamo quindi fare riferimento a valori e parametri comuni su cui basare la progettazione di un edificio in termini termo-igrometrici. Variano anche le scelte tecnologiche di costruzione dell’edificio a seconda del contesto climatico o per preferenza progettuale (ventilazione naturale o forzata, chiusure in laterizio isolato, in legno o vetro, etc.) e ciò determina comportamenti diversi da parte degli inquilini per arrivare sempre e comunque a soddisfare il bilancio energetico del corpo umano. Infatti, per raggiungere la condizione di comfort che nelle ore notturne permette di prendere più facilmente sonno, il calore prodotto dal metabolismo deve eguagliare le perdite termiche corporee, una condizione estremamente individuale che dipende da numerosi fattori ambientali e fisiologici. Ognuno di noi può adottare diverse soluzioni per soddisfare il proprio bilancio energetico: controllo dei parametri ambientali come apertura o chiusura delle finestre, regolazione dell’impianto di climatizzazione (raffrescamento/riscaldamento), cambi di abbigliamento, controllo delle schermature solari, etc.

 

Come possiamo dunque regolarci rispetto a situazioni di discomfort per tornare ad un equilibrio che soddisfi l’equazione di bilancio energetico del corpo umano?


I parametri ambientali che riscontriamo indoor e che influenzano il nostro comfort termico sono legati alla temperatura a bulbo secco (temperatura misurata da un comune termometro a bulbo), alla temperatura media radiante (trasmissione del calore per radiazione dalle pareti e dall’arredo), alla velocità dell’aria e all’umidità relativa (accettabile tra il 30% e il 70%).
Altri fattori che condizionano il comfort sono l’età, l’adattabilità e il sesso (ad esempio le donne hanno temperatura della pelle e tasso metabolico più basso rispetto agli uomini).

Ma non solo, la percezione degli spifferi dipende dalla temperatura e dalla velocità dell’aria; soffitti caldi e pareti fredde causano grossi fastidi (asimmetria radiante), poiché si avverte un calore maggiore ai piedi e alla testa rispetto al resto del corpo; un grande salto termico tra aria fredda all’altezza pavimento e aria calda mano a mano che si va verso il soffitto provoca in una posizione eretta forte discomfort poiché si crea un gradiente termico anche nel nostro corpo tra le caviglie e la testa.

 

Alla luce di queste considerazioni, nel momento della scelta del sistema letto ideale per la nostra camera da letto è sempre opportuno optare per:

  • sistemi letto rialzati e non a diretto contatto con il pavimento; in caso contrario avremmo maggiori dispersioni termiche conduttive con il pavimento e una conseguente costante sensazione di freddo;
  • una distanza tra il piano di appoggio del materasso e il pavimento di almeno 40 – 50 cm in modo da collocarci in una fascia di temperatura mite, né troppo calda e né troppo fredda; nel caso in cui si dorma su un soppalco o su un letto a castello bisognerebbe cercare soprattutto in estate di avere una buona ventilazione dell’ambiente;
  • evitare gli spifferi cercando di regolare la velocità dell’aria tramite una buona posizione delle bocchette d’immissione dell’aria climatizzata (da studiare in fase progettuale), oppure limitando le correnti d’aria tra gli ambienti (approccio adattivo);
  • se possibile collocare il letto in una posizione strategica, ventilata e termicamente mite, lontano da termosifoni e pareti a nord confinanti con l’esterno;
  • utilizzare un abbigliamento per la notte adeguato;
  • utilizzare un materasso di qualità, in grado di favorire la traspirazione corporea, l’evaporazione dell’umidità e del calore che si accumula nel materasso durante il riposo notturno; in questo modo si crea il microclima ideale e la condizione ottimale per preservare benessere e comfort

 

 

Dott. Ing. Tommaso Crippa
Ingegnere dei Sistemi Edilizi

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