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Come e perchè scegliere un materasso antidecubito

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Caratteristiche tecniche e prestazionali del dispositivo medico

Da quando è cresciuta la consapevolezza che dormire bene corrisponde a un maggior benessere, si sceglie e si acquista il materasso tenendo conto delle proprie necessità ed esigenze.

Oltre al comfort, spesso e volentieri viene considerata anche l’opzione del dispositivo medico e cioè del materasso idoneo a contrastare la formazione di ulcere in caso di allettamento forzato.

 

Lesioni da decubito (LDD): come si formano?

Come spiega la Dottoressa Pericolo medico chirurgo presso l’Ospedale di Treviglio-Caravaggio dell’AST di Bergamo, “l’insorgere di una piaga può capitare a chiunque, basta essere costretti a letto per un periodo medio-lungo, per una qualsiasi causaL’età avanzata o le patologie particolari come malattie cardio-polmonari, diabete, malnutrizione, ictus, infezioni, paralisi, sedazione, demenze, stato comatoso e tumori sono i motivi più evidenti di un lungo allettamento, ma può anche capitare un incidente o una malattia non invalidante che comunque impedisca per un certo periodo di tempo di alzarsi come d’abitudine”.

Le ulcere o piaghe da pressione o decubito, prosegue la Dottoressa Pericolo, sono “lesioni localizzate alla cute e/o al tessuto sottostante (sottocute, muscolo, osso) provocate dalla pressione tra una sporgenza ossea poco protetta dal muscolo o tessuto adiposo e la superficie di appoggio, materasso o sedia, in combinazione con lo sfregamento del corpo con gli indumenti e le lenzuola, con le forze di taglio (posizione da seduti), con il sudore e l’incontinenza. Le zone a rischio sono le scapole, i gomiti, l’osso sacro, i talloni, le caviglie, il ginocchio, il femore e la spalla”.

Le compressioni localizzate causano un minor apporto di sangue da parte delle piccole arterie della pelle. In persone sane e giovani questa temporanea ischemia locale provoca la stimolazione di terminazioni nervose, determina dolore e quindi induce a cambiare posizione.

In condizioni di normalità questo avviene circa ogni 11 minuti, giungendo fino a una media di 50 cambi di postura per notte. Ma una persona malata o immobilizzata ha i movimenti compromessi: se questi scendono sotto i 20 per notte, la probabilità di piagarsi arriva al 90%.

Questo è tanto vero, che le linee guida per le persone costrette a letto dicono di far cambiare loro posizione almeno ogni due ore.

 

Come scegliere un materasso antidecubito?  

Anzitutto deve essere adatto ad un uso terapeutico deve cioè ottimizzare le pressioni di appoggio e ridurre i rischi di occlusione capillarediminuire le forze di attrito e stiramento per evitare i danni da sfregamento, facilitare la dispersione di calore e umidità e consentire il mantenimento di una postura corretta. Le caratteristiche tecniche di un buon materasso antidecubito sono riassumibili nelle proprietà della superficie di appoggio (resilienza, spessore, affondamento) e nelle proprietà della cover di rivestimento (lavabilità, traspirazione, igienizzazione).

E’ importante che il materasso abbia un’anima di sostegno idonea a reggere adeguatamente il peso del corpo in qualsiasi posizione, impedendo, con l’eccessivo affondamento della superficie sotto il peso del corpo, che le sporgenze ossee tocchino il fondo del materasso. Ciò significa che lo spessore complessivo è preferibile sia compreso almeno tra i 18 – 20 cm. Deve inoltre garantire la traspirazione corporea, la capacità residua di spostamento e il mantenimento della postura evitando la perdita di equilibrio e lo scivolamento di chi lo utilizza.

I materassi antidecubito si possono riassumere schematicamente in due macro categorie: a superficie statica e a superficie dinamica.

La categoria a superficie statica comprende i materassi senza movimento tranne che in risposta alle sollecitazione esercitate dal peso della persona allettata. Fanno parte di questa categoria i materassi in schiuma di poliuretano, schiuma poliuretanica gel, fibra cava, aria statica, viscoelastici; nella categoria a superficie dinamica rientrano i materassi a pressione alternata, a cessione d’aria, aria fluidizzata e letti speciali.

 


Cosa prevede la normativa?

Il materasso antidecubito per essere definito tale deve soddisfare tutte le disposizioni applicabili previste dal D. Lgs n.46 del 24/02/97 in attuazione alla Direttiva 93/42/CEE sui Dispositivi Medici e dal D. Lgs n.37 del 25/01/10 in attuazione alla Direttiva 2007/47/CEE e appartenere alla classe di rischio 1.

Il Decreto Ministeriale in data 20 febbraio 2007 regola in modo puntuale le modalità di iscrizione del Dispositivo Medico presso la Banca Dati e Repertorio dei Dispositivi del Ministero della Salute.

Pertanto la scheda prodotto del materasso dovrà riportare, tra le altre informazioni previste dal Codice del Consumo il Codice Identificativo di registrazione presso il Ministero della Salute.

 

Come valutare le proprietà antidecubito?

Specifici protocolli di test permettono di valutare le proprietà antidecubitorilevando le pressioni di interfaccia esercitate dal corpo dell’utilizzatore sulla superficie del materasso, rilevandone la distribuzione ed i picchi di pressione in base alle posizioni assunte dal corpo durante il sonno.

La valutazione avviene confrontando i valori pressori fatti registrare con un campione di possibili utenti, aventi diversa corporatura, con la pressione di occlusione capillare (POC pari a 0,4256 N/cm2). Siccome le pressioni medie esercitate dagli utenti sono in genere inferiori alla soglia, mentre i picchi di pressione associati alle protuberanze ossee sono in genere superiori, risulta necessario individuare un parametro in grado di differenziare tra loro i materassi.

L’Istituto di Certificazione Ergonomica di Udine – ErgoCert ha sviluppato ed applicato su oltre 500 materassi una metodologia che consente di calcolare la % di superficie attivata con pressioni che eccedono la POC (pressione occlusione capillare).

In altri termini, non essendo possibile una totale assenza di rischio decubito, è possibile valutare, tanto in posizione supina quanto in posizione laterale, l’ampiezza dell’area a rischio decubito intorno alle protuberanze ossee, che risulterà minimizzata nei materassi antidecubito. 

  

Conclusioni.

Dal momento che non è possibile azzerare il rischio decubito, ma unicamente minimizzarlo, i materassi a superficie statica sono idonei per quegli utenti che hanno la possibilità di modificare la propria posizione durante il sonno, alternando le parti del corpo in contatto con il materasso. 

soggetti allettati con ridotta mobilità residua, invece, necessitano di materassi differenti (dinamici) e sono sottoposti a protocolli di rotazione da parte del personale sanitario.

Individuare il materasso migliore possibile che contribuisca alla prevenzione delle lesioni da decubito (LDD) è importante, ma occorre tenere conto che nessun materasso è sufficiente da solo, né sopperisce ad un inadeguato o scarso livello di assistenza.

Diventa dunque fondamentale tenere sotto controllo lo stato di salute della cute durante e a posteriori l’uso del dispositivo medico (Follow UP)

La prevenzione è il gold standard per ridurre i costi e migliorare la qualità di vita del paziente: gli ausili, spesso non prescritti perché visti come una spesa aggiuntiva, sta diventando la prima scelta, afferma la Dottoressa Pericolo. 

 

ERGOCERT- Ente di Certificazione per l’Ergonomia                                        

Udine (UD)                                                                                                    
www.ergocert.org                                                                                         

 

Dott. ssa Tommasina Pericolo

Medico Chirurgo                                      

Ospedale di Treviglio - Caravaggio ( ATS di Bergamo)

 

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