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Postura e riposo

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Le definizioni di postura e posturologia sono oggi innumerevoli, sinteticamente mi limito a definirle rispettivamente come "lo stare e andare in economia" e come "multidisciplinarità"

Le definizioni di postura e posturologia sono oggi innumerevoli, sinteticamente mi limito a definirle rispettivamente come “lo stare e andare in economia”* e come “multidisciplinarità”*.
Sono argomenti ampiamente discussi che riguardano tutti, vuoi come “attore/paziente” o come “operatore”: io appartengo a questa seconda categoria (ma ovviamente anche all’altra).
Il posturologo è forte della propria formazione di provenienza e successiva formazione specifica (master, specializzazioni …), le integra, senza abbandonare il proprio bagaglio formativo iniziale. Così c’è il medico che successivamente si forma in posturologia, c’è il laureato in scienze motorie, c’è il podologo, c’è l’ortodonzista, c’è l’ingegnere, questo per mostrare quante categorie professionali possono esserci dietro una formazione attinente la postura: tutti mirano al benessere della persona ma da diversi punti di vista.
Questo preambolo serve per dare risalto al ruolo di produttori e venditori di sistemi di riposo di qualità, che considero come un valore aggiunto a favore del benessere della persona.
Ritengo che l’obiettivo debba essere quello di offrire un insieme di prodotti e soluzioni così da poter poi scegliere il sistema riposo ottimale in relazione alle caratteristiche/esigenze del soggetto.

 

Dal punto di vista del produttore

Occorre avere una squadra composta da chi realizza e chi vende, serve una gamma di prodotti (sistemi di riposo)** di alta qualità ed una figura che si interfaccia col cliente (addetto alla vendita) che sia in grado di cogliere le esigenze e le caratteristiche fisiche del cliente stesso.
Per quanto riguarda la produzione, mi limito a dire che serve un prodotto di qualità, nei materiali, nella realizzazione e nella facilità di modulazione del sistema riposo.
Mi preme riflettere sul ruolo dell’addetto alla vendita che deve riuscire ad offrire il miglior prodotto a propria disposizione in funzione del singolo cliente. Deve essere un po’ sarto, un po’ ingegnere e un po’ stratega (valutare le caratteristiche fisiche del cliente, avere una buona conoscenza dei prodotti di cui dispone e, non per ultimo, tenere in considerazione  il budget di spesa), deve saper scegliere il giusto sistema di riposo in modo da far “indossare” al cliente un sistema tagliato sulla sua misura.

Quindi, dovrà capire del cliente:

  •  come dorme prevalentemente (sul fianco, supino o prono);
  • se con l’attuale letto si risveglia riposato (indizio per “ricopiare” o modificare le caratteristiche del precedente sistema riposo, es. consistenza del materasso, regolazioni sulla rete, altezza e forma del cuscino, corretta regolazione dell’intero sistema, …);
  •  come risponde il sistema riposo al peso del corpo (vi sprofonda, lo respinge o lo accoglie), il tutto deve tendere al rispetto delle forme fisiologiche.

    

Dal mio punto di vista, quello del posturologo

Siamo “vittime” della gravità.
Sia quando siamo in piedi, sia seduti che sdraiati, subiamo la gravità ed è per questo che consiglio sempre ai miei clienti che stanno in piedi o seduti per diverso tempo e in modo continuativo, di regalarsi 30” in cui contrastare la gravità cercando di sentirsi alti, allungandosi verso l’alto come se fossero appesi ad un gancio posto sopra la loro testa per tendere a “guadagnare” qualche mm in altezza. Lo scopo è di riportare in allineamento i segmenti corporei senza pensare a dover correggere i singoli tratti (testa, spalle, schiena …) così da applicare una azione contraria alla gravità in modo da ottenere un allungamento/allineamento riducendo così i compensi (proprio come quando si tira in piedi una marionetta). Altra buona abitudine è l’importanza di stiracchiarsi al risveglio (e non solo al risveglio), copiando il nostro amico gatto.

Provo a riprendere i punti esposti nel punto precedente.

  • fianco - come abitudine prevalente, ritengo sia corretto dormire sul fianco (meglio sul dx così da non gravare il lato del cuore), usando un cuscino di giusto spessore (vedi poi);
    supino - colui che dorme prevalentemente supino potrebbe subire qualche fastidio a livello cervicale (risolvibile con un cuscino di giusta altezza) o a livello lombare  (aiuta un buon sistema riposo correttamente regolato in modo da sostenere la zona lombare e la zona poplitea);
    prono - colui che dorme prevalentemente prono (in questo caso da evitare lo spessore del cuscino) potrebbe subire qualche fastidio a livello cervicale per la costrizione del capo ruotato da un lato (eventualmente meglio alternare) ed a livello del tratto lombare (tende ad assumere una posizione in iperestensione).
  • il vecchio sistema di riposo può essere un punto di partenza per aiutarci a scegliere il nuovo. Da tenere conto soprattutto se l’acquisto è parziale, ovvero riguarda solo alcuni pezzi del sistema riposo, quindi, per esempio, se si acquista solo il cuscino, occorre avere chiaro quanto sopra esposto ma anche di che materasso si dispone.
  •  sarebbe ideale poi avere  la possibilità di far provare il sistema riposo che viene scelto e proposto (alcune aziende offrono questa opportunità, riservano all’interno della propria realtà uno spazio dedicato a questa verifica con diverse soluzioni, più letti con varie combinazioni di reti/materassi/cuscini).    
    I fortunati clienti che incontreranno questo insieme di situazioni avranno la probabilità di “indossare” il proprio sistema sonno/riposo.

 

Alcune pillole:

  • rendere edotti se ci sono potenziali disturbatori del sonno (abitudini serali, es. leggere o guardare tv a letto; permanenza di telefono o altri apparecchi elettronici sul comodino, ecc.), anche questa forma di buona educazione può favorire un buon riposo e la prova del nove ci sarà al risveglio (il letto è uno degli attori indispensabili a favorire un buon riposo ma non il solo). E’ questa la vera certificazione di un buon riposo.
  • “calcolo” del cuscino:
    Il cuscino ha il compito di riempire lo spazio che si crea tra testa/collo/spalle (tratto cervicale della colonna vertebrale) ed il materasso, offrendo il giusto sostegno nel rispetto delle fisiologiche curve della colonna vertebrale.
    Per chi dorme prevalentemente sul fianco, lo spessore deve garantire il fisiologico allineamento della colonna (tratto dorso cervicale) ed il capo.
    Per chi dorme prevalentemente supino, lo spessore dovrà garantire la perpendicolarità del piano masticatorio rispetto all’orizzontalità (in pratica, ipotizzando di stringere tra i denti un cartoncino, si dovrà aggiustare lo spessore sotto la nuca, fino a portare il cartoncino perpendicolare al pavimento). Ovviamente occorre sempre considerare il cuscino integrato col proprio sistema sonno/riposo.
  • letti matrimoniali, ove è possibile, scegliere sistemi di riposo individuali per garantire la singolarità del sistema stesso (non solo prodotti di qualità ma anche la possibilità di poterli modulare separatamente).

 
*   definizione di Ivaldo Pierini
** Sistema riposo: insieme di rete, materasso e cuscino.

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