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Quando un materasso può dirsi di qualità

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La parola Qualità è il termine attualmente più inflazionato ed è impiegato, il più delle volte, in modo improprio nei messaggi pubblicitari.

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La Qualità può essere definita come l’insieme delle caratteristiche che un bene deve possedere per soddisfare una determinata esigenza; tali caratteristiche sono riconducibili al comportamento del bene quando è sottoposto a sollecitazioni energetiche od ambientali.

Questo significa che la Qualità si può misurare e tale misura è fornita dai risultati delle prove  cui quel bene può essere sottoposto .

Solo metodi di prova rigorosamente oggettivi e fissati da norme prestabilite consentono di certificare l’aderenza agli standard qualitativi necessari per classificare un materasso come materasso di Qualità.

 

Le norme tecniche

Le norme tecniche relative ai materassi possono essere suddivise in tre sottosettori e cioè:

 

a) Norme dimensionali, dettate da fattori antropometrici, di ergonomia, di razionalità produttiva e da esigenze economiche.

Norma: UNI EN 1334 : 1998 – “Mobili domestici. Letti e materassi. Metodi di misurazione e tolleranze raccomandate “ .

 

 

b)    Norme prestazionali, relative ai requisiti dei materassi in vista delle sollecitazioni energetiche che essi possono subire in modo continuo o saltuariamente.

Norma: UNI EN 1957:2012 – “ Mobili domestici. Letti e materassi. Metodi di prova per la determinazione delle caratteristiche funzionali “.

 

La norma stabilisce i metodi di prova per la determinazione della durabilità e della durezza dei materassi e di tutti i tipi di letti domestici completi con i materassi in condizioni d’uso e di coprimaterassi quando questi ultimi formano un tutt’uno con il materasso.

La prova viene effettuata sui piani di riposo, sui bordi e fasce perimetrali dei materassi in modo da provocare un’usura ed un invecchiamento accelerato paragonabile a quello provocato nel tempo dall’uso effettivo.

 

Piani di Riposo:  il materasso viene sottoposto all’azione dinamica di un rullo in legno, costituito da due tronchi di cono uniti per la base maggiore, che esercita una forza di 1400 Newton (-140 Kg) per 30000 cicli, con una frequenza massima di 16 cicli al minuto ( circa 31 ore di sollecitazione continua).

 

Bordi e Fasce perimetrali: questi elementi del materasso vengono sottoposti all’azione di un tampone che esercita una forza di 1000 Newton ( -100Kg ) per 5000 cicli.

 

Prima dell’inizio e al termine della prova si valutano la curva carico - deformazione, il valore della durezza del materasso (intesa come resistenza allo schiacciamento provocato da un tampone di forma e dimensioni adatte) e la sua altezza. Inoltre viene calcolato un ulteriore coefficiente che media tra dati oggettivi di laboratorio (la durezza) e quelli soggettivi di comfort. Naturalmente i componenti del materasso in prova devono ancora essere integri al termine della prova. 

 

Le caratteristiche rilevate sono:

  • la variazione di altezza dei piani di riposo, espressa in mm., misurata prima e dopo la prova di durabilità
  • la variazione del grado di durezza Hs dei piani di riposo, espressa in valore assoluto, prima e dopo la prova di durabilità
  • la variazione di altezza del bordo, espressa in mm., misurata prima e dopo la prova di durabilità.

 

Rispetto a quanto previsto dalla norma europea, il Consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità ha definito nel suo protocollo, a maggiore garanzia del cliente, di far procedere la prova di durabilità fino a quarantacinquemila cicli: il cinquanta per cento in più di quanto previsto dalla: UNI EN 1957 : 2012.

 

c) Norme di sicurezza: relative alla stabilità, agli elementi di finitura e alla reazione al fuoco.

 

Norma: UNI 10707 :2003 – “ Materassi- Metodi di prova e requisiti”.

La norma definisce i metodi di prova (UNI EN 1957 : 2012 ) e i requisiti relativi alla determinazione delle caratteristiche prestazionali e di comportamento al fuoco di tutti i tipi di materassi indipendentemente dal campo di applicazione, esclusi i materassi ad aria e ad acqua.

I requisiti prestazionali non si applicano i materassi per lettini per bambini.

I requisiti di comportamento al fuoco non si applicano ai materassi per impiego domestico

 

Norma: UNI EN 1725 :2000 – “Mobili domestici .Letti e materassi – Requisiti di sicurezza e metodi di prova

La norma stabilisce i requisiti meccanici di sicurezza ed i metodi di prova relativi ai letti per adulti inclusi gli elementi componenti come per esempio i materassi. Non si applica ai letti ribaltabili, ai letti a castello, ai lettini per bambini ed ai letti per disabili, per i quali esiste una norma a parte, così come ai letti ad acqua e ad aria.

 

Norma: UNI EN 597-1 : 1997 – Mobili. Verifica dell’infiammabilità dei materassi e delle basi del letto imbottite. Sorgente di accensione: sigaretta in combustione lenta.

Non si applica ai materassi per impiego domestico.

 

Norma: UNI EN 597-2 : 1997 - Mobili .Verifica dell’infiammabilità dei materassi e delle basi del letto imbottite. Sorgente di accensione: fiamma equivalente a quella di un fiammifero.

Non si applica ai i materassi per impiego domestico.

 

I materassi  destinati ai  letti dei bambini  sono regolati dalla Norma: UNI EN 16890:2017 "Mobili per l'infanzia - Materassi per letti e culle - Requisiti di sicurezza e metodi di prova".
La norma viene applicata sia ai materassi di tipo domestico che non domestico, sono esclusi i materassi per le culle.

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