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Fibromialgia?... Dormici su!

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La fibromialgia è una sindrome dolorosa diffusa, caratterizzata da dolore e rigidità della colonna vertebrale e degli arti superiori e inferiori.

La fibromialgia è una sindrome dolorosa diffusa, caratterizzata da dolore e rigidità della colonna vertebrale e degli arti superiori e inferiori, influenzata da alcuni fattori come le condizioni climatiche, l’attività fisica, gli stress psicofisici, e associata a disturbi del sonno e alla presenza di “tender point” (punti dolorosi alla palpazione) multipli. Oltre ai sintomi di tipo muscoloscheletrico, possono essere presenti altri sintomi come debolezza, formicolio a mani, gambe e piedi, senso di gonfiore alle mani, disturbi del sonno, cefalea, colon irritabile, depressione-ansia, dismenorrea. Probabilmente la causa della fibromialgia è multifattoriale, cioè fattori fisici, psicologici, socioculturali e ambientali interagiscono tra loro, per un periodo sufficientemente lungo, e generano una cascata di eventi che determinano l’insorgenza dei sintomi.

 

La fibromialgia è al secondo-terzo posto tra le patologie reumatiche (dopo artrosi e artrite reumatoide). Nella popolazione generale, la fibromialgia è presente nel 0,5% tra i maschi, e il 3,5% tra le donne con un rapporto maschio/femmina di 1/9. Il 93% dei casi di fibromialgia si registra tra i caucasici, mentre la percentuale scende al 5% tra gli ispanici e al 1% tra i neri. L’età maggiormente interessata è compresa tra i 30 ed i 50 anni.

Dal punto di vista prognostico è importante sapere che questo è un disturbo che tende a cronicizzare, infatti circa il 50% dei pazienti lamenta sintomi anche a tre anni dall’insorgenza con una ricaduta negativa devastante sulla qualità della vita.

 

Il riposo notturno riveste un ruolo fondamentale sia nel generare la fibromialgia sia nell’accentuarne i sintomi. Infatti è stato dimostrato che la privazione della fase IV non-REM (Rapid Eye Movement) del sonno, induce l’insorgenza della sindrome fibromialgica in soggetti sani. Quindi, alterazioni qualitative e quantitative del sonno, contribuiscono alla genesi e al mantenimento della fibromialgia e di dare origine ad un circolo vizioso fibromialgia-disturbi del sonno-dolore. Di conseguenza il trattamento dei disturbi del sonno deve essere parte integrante della terapia dei pazienti con fibromialgia in quanto, come risulta dai dati derivanti dalla ricerca scientifica, al miglioramento del riposo notturno corrisponde un miglioramento della sintomatologia dolorosa.

 

I consigli dei fisioterapisti

Essendo una patologia multifattoriale, il trattamento più efficace della fibromialgia è quello interdisciplinare, condotto cioè da più figure sanitarie come il reumatologo, il fisioterapista e lo psicologo che insieme al paziente e ai familiari, individuano una strategia di trattamento personalizzata.

Ecco alcuni consigli specifici per i pazienti con fibromialgia che possono coadiuvare il trattamento  farmacologico, psicologico e riabilitativo:

  • Seguire le norme di igiene del sonno;
  • evitare stress psicofisici o, quantomeno, cercare di limitarli il più possibile, riordinare la giornata ed i ritmi di vita;
  • eseguire con costanza esercizio fisico, distensivo, rilassante almeno 3-4 volte a settimana come camminare, andare in bicicletta, ginnastica a corpo libero, acqua gym, tai chi…;
  • quando possibile distrarsi, partire per vacanze o riposi “riabilitativi”;
  • cercare di apportare tutte le modifiche possibili all’ambiente di lavoro per renderlo meno stressante;
  • eseguire regolarmente lo stretching dei muscoli dolenti che deve essere effettuato in modo graduale e “gentile” evitando reazioni dolorose spiacevoli;
  • imparare tecniche di rilassamento come il training autogeno di Schultz, il rilassamento progressivo di Edmund Jacobson, l’eutonia di Gerda Alexander, il metodo Feldenkrais, l’antiginnastica di Therese Bertherat.

 

Dott. Aldo Ciuro
Docente Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici
Università degli Studi di Genova, Campus di Savona
www.campus-savona.it

 


BIBLIOGRAFIA
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