Rivenditori Rivenditori

Pipì a letto

24.10.2019 Sonno e benessere
dettaglio notizia

Consigli per i genitori

Capita che il bambino si bagni durante il riposo notturno. Può trattarsi di un evento del tutto casuale e isolato oppure la spia di un problema più articolato e complesso.  Per i genitori quand'è il momento di preoccuparsi e di rivolgersi al pediatra e cosa possono fare per essere di aiuto al loro bambino?

Lo abbiamo chiesto alla Dr.ssa Simona Zurloni, psicologa e psicoterapeuta.

 

L’enuresi notturna (fare la pipì a letto) è la ripetuta emissione di urine durante il sonno notturno, involontaria o intenzionale.

E’ possibile fare una diagnosi nel bambino quando si manifesta con una frequenza di almeno due volte alla settimana per almeno tre mesi consecutivi, dall’età almeno di cinque anni (l’età in cui è previsto si raggiunga il controllo della minzione, cioè l’atto di trattenere o di rilasciare volontariamente la pipì).

L’incontinenza urinaria non deve essere attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (es. un farmaco diuretico) o a un’altra condizione medica (es. diabete).

Può essere presente disagio o la compromissione del funzionamento in ambito sociale, scolastico o in altre aree.

I bambini hanno sempre bisogno di aiuto nel difficile compito di apprendere il controllo delle funzioni vescicali.

Uno stile educativo eccessivamente rigido o all’opposto troppo permissivo, può determinare il fallimento di questo sviluppo.

Per un genitore non è facile capire quando è il momento di rivolgersi al pediatra, perché l’enuresi notturna spesso è considerata un evento da accettare passivamente, come conseguenza inevitabile della crescita del bambino.

I vissuti d’impotenza o vergogna, un atteggiamento d’attesa che il problema si risolva con il tempo, portano frequentemente a rimandare la richiesta di aiuto.

Molte volte sono i limiti che l’enuresi pone nelle scelte delle attività del bambino, come l’impossibilità di partecipare a gite scolastiche di più giorni o di dormire a casa di amici, a muovere attivamente la ricerca di una soluzione. Sarà il pediatra o il medico specialista a escludere possibili cause mediche.

E’ invece compito dello psicologo intervenire per limitare i danni di una compromissione del funzionamento emotivo, familiare, scolastico e sociale del bambino.

Diventa importante non soltanto modificare il comportamento problematico del bambino che soffre di enuresi notturna, ma anche l’atteggiamento di chi si occupa di lui.

I genitori devono diventare i reali agenti del cambiamento nel percorso di cura, per questo motivo devono essere aiutati a sviluppare un atteggiamento ottimistico, laddove in precedenza avevano appreso a sentirsi impotenti.

In terapia ricevono informazioni sugli aspetti biologici della minzione, sulle probabili cause del problema e sul vissuto psicologico del figlio che soffre di enuresi notturna.  

Per aiutare il bambino a superare il problema dell’enuresi notturna, i genitori possono essere addestrati all’utilizzo di soluzioni pratiche come il metodo dell’allarme, un sistema di tappetini “sensibili” connessi a un allarme-svelgia da posizionare nel lettino. Appena il bambino inizia a bagnarsi, il sistema che registra l’umidità attiva un allarme e sveglia il bambino immediatamente, interrompendo la fuoriuscita di urina. Gradualmente il cervello sviluppa la consapevolezza della quantità di urina nella vescica, portando alla contrazione dei muscoli e al risveglio quando è piena. Esistono anche dispositivi d’allarme portatili, da inserire sotto il pigiamino del bambino.

A volte i bambini hanno bisogno di essere motivati a imparare a rimanere asciutti. I genitori possono aiutarli utilizzando un sistema di rinforzi positivi (premi, lodi e attenzioni) ricostruendo un’atmosfera tranquilla, dove in precedenza erano usate punizioni e rimproveri.


Ogni bambino
 è un individuo unico e unica è anche la sua famiglia. Non esiste un programma di terapia adatto a tutti, ogni piano di trattamento, per avere successo, deve essere progettato individualmente, discusso e negoziato con la famiglia, coinvolgendo sia i genitori sia i bambini, in tutti gli aspetti del lavoro terapeutico.

Dott.ssa Simona Zurloni
Psicologa dello sviluppo e dell'educazione
Specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale per bambini e adulti

 

 

Per garantire l'igiene a letto è consigliabile l’uso di materassi con la cover di rivestimento sfoderabile e lavabile ad acqua, oppure l'utilizzo di sovra-fodere in tessuto idrorepellente e traspirante. Il Consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità consiglia di controllare che i materassi e gli accessori siano conformi alla Norma UNI EN 16890:2017 – Mobili per l’infanzia – Materassi per letti e culle. Requisiti di sicurezza e metodi di prova.

 

 

 

 

 

 

 

Potrebbe interessarti anche...
newsletter Vuoi ricevere consigli su come dormire in modo confortevole?
Dichiaro di aver letto l'informativa qui allegata e di accettare il trattamento dei miei dati personali per le sole finalità indicate.

Contattaci per Informazioni