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Inizia la scuola: istruzioni d’uso per i genitori

Per bambini e ragazzi settembre è il mese dell’inizio della scuola. Per alcuni è un momento difficile, soprattutto proprio nei primi giorni di scuola materna o elementare. 

Come evidenzia il dott. Giorgio Odone, specialista in neuropsichiatria infantile, la scuola costituisce il primo luogo di socializzazione allargata, in cui avviene il primo contatto con una realtà diversa da quella famigliare, che impone la convivenza, l’accettazione delle regole, l’assunzione di responsabilità. Ecco che allora può comparire nel bambino o nel ragazzo, di fronte ad un fattore scatenante come la frequenza scolastica e la separazione dai famigliari, un’ansia inappropriata. 

Il persistente rifiuto di andare a scuola possono portare anche a disturbi del sonno (come la riluttanza ad andare a dormire senza avere vicino un genitore, o il ripetersi di numerosi incubi), oppure alla comparsa di ripetute lamentele di disturbi somatici (mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali).
Disagi che possono essere facilmente riconosciuti sia dai genitori sia dal medico di famiglia, e che possono quindi essere facilmente risolti.

La scuola è però anche il luogo in cui possono essere prevenuti o individuati altri tipi di disturbi o disadattamento, come evidenzia il dott. Odone. 

Pensiamo ai disturbi neuropsicologici dell’apprendimento, come la dislessia (difficoltà nella lettura), la disortografia (disturbo della scrittura) e la discalculia (disturbo del calcolo), come anche i disturbi del linguaggio tipo balbuzie e blesità (difetto di pronuncia consistente nella deformazione e sostituzione di consonanti) che possono essere curati con successo con interventi mirati. 

A questi si accostano i casi di disadattamento scolastico di origine socio-culturale ed emotivo-affettivo, che sono di gran lunga i più frequenti. La difficoltà d’integrazione di un bambino o di un ragazzo proveniente da un contesto sociale o culturale diverso è sempre più di attualità. Come anche, purtroppo, i fenomeni di bullismo. A questi si aggiungono i disturbi emotivo-affettivi, più legati alla sfera psicologica quali ad esempio il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (difficoltà gravi nel prestare attenzione e nel concentrarsi, accanto ad estrema irrequietezza e impulsività). Da non dimenticare infine anoressia e bulimia, disturbi in aumento nella popolazione giovanile soprattutto femminile, con insorgenza ormai anche in età precoce, quindi sui banchi della scuola primaria.

In tutti questi casi la scuola e soprattutto gli insegnanti, insieme ai genitori e agli specialisti, possono svolgere un importante ruolo di prevenzione, di individuazione e di supporto nella cura di questi disturbi che possono insorgere sia nei bambini che nei ragazzi.

Ma anche i ragazzi in cui non si riscontrano disturbi o disagi così importanti da dover essere seguiti da uno specialista, possono avere dei comportamenti scorretti che rendono lo studio meno produttivo. Pensiamo ad esempio ad un’alimentazione errata o a ritmi sonno-veglia alterati.   

È scientificamente provato che un buon sonno aiuta l’apprendimento. Le ultime ricerche pubblicate su Science dimostrano come il sonno sia un elemento importante per l’elaborazione delle esperienze fatte durante la giornata: il sonno stimola infatti i collegamenti tra neuroni dando origine a nuove sinapsi fondamentali per la formazione e la sedimentazione dei ricordi. Le ricerche sviluppate negli ultimi anni hanno poi rivelato come il nostro cervello riesca ad archiviare le informazioni accumulate e apprese di giorno soprattutto durante la fase di sonno profondo. Quindi il buon sonno aiuta lo studio.


Il consiglio degli esperti per gli studenti è quindi sempre questo: invece di fare le ore piccole alla sera e alzarsi all’alba per recuperare all’ultimo minuto ciò che ci sembra di non sapere, meglio pianificare una bella dormita per aiutarci a consolidare le informazioni che abbiamo appreso e poterle sfruttare al meglio il giorno seguente.


* Dott. Giorgio Odone - Medico Chirurgo Psichiatra Psicoterapeuta Specialista in Neuropsichiatria Infantile



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