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Il Binge Watching: quando la visione della serie TV interferisce sul sonno.

12.07.2018 Dormire bene
dettaglio notizia

Guardare in modo compulsivo la televisione può creare dipendenza.

Anche una normale attività quotidiana, come guardare la televisione, si può trasformare in una dipendenza comportamentale con implicazioni nella qualità del sonno e quindi della vita. 


La diffusione di piattaforme televisive e siti di condivisione online, ha contribuito allo sviluppo di un nuovo fenomeno, chiamato binge watching o maratona televisiva, che consiste nella visione senza sosta di numerosi episodi di una serie TV.
 
Bambini, preadolescenti e adolescenti, utenti nati e cresciuti in un mondo virtuale e tecnologico ne sono potenzialmente a rischio.
Abili nell’utilizzo della rete, possono scaricare cartoon e serie tv da guardare in ogni momento della giornata.

Caratteristiche personali, come una fragile capacità ad autoregolarsi, vissuti di solitudine, noia, ansia, depressione o eventi di vita traumatici, possono predisporre ad un comportamento di dipendenza.
Il binge watching può rappresentare una possibilità per fuggire dalla realtà dove difficoltà emotive, personali e relazionali sono dimenticate con l’accesso in un mondo più sicuro e gratificante.

La possibilità di accedere in modo facile e veloce su cellulare, computer o tablet, la sensazione di tensione che precede la visione e quella di controllo ed eccitazione che segue aumenta le probabilità che il soggetto prosegua la visione degli episodi, entrando così in un circolo vizioso.

Pianti, urla e gesti aggressivi di protesta alla richiesta di interromperne la visione per favorire una corretta presa del sonno, sono un segnale che si sta sviluppando una possibile dipendenza.


È impensabile privare del tutto i propri figli della tecnologia, ma bisogna porre attenzione a non concedere la visione della televisione per lungo tempo prima di addormentarsi, per non compromettere anche la qualità sonno. 

Una visione prolungata degli eventi narrati nelle serie tv stimola l’attività cerebrale e la vigilanza, inducendo uno stato di eccitazione pre-sonno che può rendere più difficoltoso l’addormentamento.
L’indebitamento di sonno e la conseguente sonnolenza diurna compromettono le capacità di attenzione, concentrazione e memoria, con possibili ripercussioni sul successo scolastico e sulle relazioni sociali.

Inoltre, l’esposizione prolungata alla luce blu degli apparecchi elettronici, soprattutto di sera e a distanza ravvicinata, riduce la produzione di melatonina, il neurotrasmettitore del sonno, con effetto sui ritmi circadiani responsabili del ciclo sonno-veglia. 

E’ raccomandabile, per tutti questi motivi, non usare apparecchi elettronici all’interno del rituale della buona notte.

E’ inoltre consigliabile limitarne un abuso, ponendo dei limiti anche nell’arco della giornata, perché non esiste al giorno d’oggi un altro elemento che abbia il potere di influenzare il comportamento dei nostri ragazzi con una forza pari a quella esercitata dalla tecnologia.

Dott.ssa Simona ZurloniPsicologa dello sviluppo e dell'educazione - Specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale per bambini e adulti

 
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