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Dormire bene durante il cambio di stagione

01.10.2021 Sonno e benessere
dettaglio notizia

I disturbi del sonno e i consigli su come affrontarli

Come ogni anno, i cambi stagionali possono avere delle conseguenze più o meno evidenti sul nostro equilibrio vitale e quindi anche sul corretto decorso del nostro riposo notturno.

Cambiano prima di tutto i rapporti tra luce diurna e buio notturno, e di conseguenza anche i nostri ritmi quotidiani subiscono delle variazioni piuttosto sensibili. La sera si indugia meno nel relax del dopo cena fuori casa, ci si impigrisce maggiormente tra le mura domestiche e spesso si tende ad anticipare il momento di coricarsi. Questo può essere un bene, perché significa dedicare maggior tempo al riposo. Ma può anche nascondere alcune insidie, come per esempio quella di alterare l’armonico succedersi delle fasi del sonno.

                                                                                              

Capita dunque che si avvertano dei veri e propri fenomeni di insonnia, che possono presentarsi inaspettatamente così come altrettanto facilmente scomparire, ma che tuttavia è saggio non sottovalutare. Questi fenomeni possono presentarsi in forme abbastanza diverse.

Come descrive la Dottoressa Elisa Di Coscio, Specialista in Neurologia ed esperta in disturbi del sonno, “è possibile identificare un’insonnia iniziale caratterizzata da difficoltà nell'addormentamento, un’insonnia centrale in cui il sonno è disturbato da numerosi risvegli o da un risveglio prolungato e un’insonnia terminale in cui il risveglio mattutino è precoce.”

Come si diceva all’inizio, possono essere fenomeni indotti da un cambiamento d’abitudini: può essere per esempio che la difficoltà ad addormentarsi sia dovuta al fatto che si è anticipato troppo l’orario del coricarsi, altrettanto dicasi per il risveglio mattutino troppo precoce. Così come l’insonnia centrale può essere dovuta a stress emotivi occasionali, superati i quali tutto dovrebbe tornare alla normalità. Se invece i fenomeni si ripetono e ci si accorge che la vita diurna ne risente negativamente, per minore brillantezza mentale, scarsa capacità di concentrazione, sensazione continua di stanchezza e abbassamento generale della soglia di sopportazione dello stress, allora occorre indagare più approfonditamente sulla loro causa. La spiegazione un po’ facile che rimanda ai cambiamenti stagionali deve lasciare il posto ad una analisi più approfondita, che consenta di individuare esattamente il problema e di indicare i rimedi per risolverlo.

Da verificare prima di tutto che le elementari regole di una corretta igiene del sonno siano rispettate.

Ma il modo migliore per indagare i disturbi del sonno è adottare un metodo scientifico: “Il punto di partenza irrinunciabile per un medico che si occupa di medicina del sonno è la raccolta anamnestica – precisa  la Dottoressa Irene Trippi, specialista in Neurologia presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma - occorre cioè conoscere le abitudini del paziente, la sua routine serale, gli orari in cui si corica, in cui si addormenta e in cui si sveglia; è importante inoltre individuare il suo cronotipo, ossia la tendenza naturale al sonno o all'attività in particolari momenti della giornata, e quanto questo venga assecondato o, al contrario, contrastato.”

Dalle evidenze che se ne possono trarre, il medico può decidere di effettuare un ulteriore approfondimento attraverso specifici esami strumentali, come la videopolisonnografia, che però obbliga il paziente a trascorrere una notte in un laboratorio attrezzato, o altri esami più semplici come la polisonnografia domiciliare o la actigrafia, che attraverso un piccolo sensore di movimento distingue le fasi di attività e riposo. Sono esami che si possono prenotare presso un Centro di Medicina del Sonno e che possono dare un aiuto determinante e soprattutto risolutivo.

                                                                                                         

Da non dimenticare infine la necessità di completare un’indagine di base, molto semplice ma altrettanto importante: controllare cioè l’adeguatezza del proprio sistema letto, a cominciare dallo stato del materasso, che da solo può determinare gran parte della qualità del nostro sonno. E’ la prima verifica da fare, la più semplice, ma probabilmente la più importante.

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-->Leggi anche "Come indagare i disturbi del sonno"

-->Leggi anche "Quanti tipi di insonnia esistono"

-->Leggi anche "Il medico consiglia"

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