Rivenditori Rivenditori

Gli animali e il sonno: tutti abbiamo bisogno di riposo

16.04.2019 Sonno e benessere
dettaglio notizia

Anche nel regno animale il riposo segue schemi precisi

In tutto il regno animale esiste una qualche forma di riposo. Che sia semplice inattività o vero e proprio sonno, il riposo serve a recuperare le energie. E anche gli animali possono soffrire a causa della sua privazione e sentire quindi il bisogno di recuperare il mancato riposo o il sonno perduto.

La maggior parte degli esseri viventi regola la propria vita in modo ciclico nell’arco della giornata, alternando momenti di attività a momenti di inattività ovvero di riposo. Persino gli organismi unicellulari hanno dei momenti di inattività. La scienza però distingue ciò che è semplice inattività o riposo da quello che è vero e proprio sonno.  

Il corpo umano, come quello di moltissimi animali, è soggetto ai ritmi circadiani ossia dei cicli compresi tra le 20 e le 28 ore che coinvolgono processi fisiologici del nostro organismo come la regolazione della temperatura, la secrezione ormonale e il ciclo sonno-veglia. Abbiamo un sonno e non una semplice inattività quando abbiamo un’alternanza di cicli di sonno REM e non-REM e l’attività cerebrale si riduce. Semplificando, nell’uomo la fase non-REM è il periodo durante il quale il corpo si rigenera, mentre la fase REM è quella nella quale si concentrano i sogni. Il neonato mediamente dorme per due terzi del giorno, ossia circa 16 ore (purtroppo non sempre di notte per la gioia dei neo-genitori), da adulto passa ad un terzo del giorno (8 ore) che riduce ulteriormente con l’avanzare degli anni arrivando a 5,5 ore nella terza età.

In generale i mammiferi, come l’uomo, rientrano tra le specie che presentano cicli di sonno REM e non-REM netti, associati ad attività cerebrale ridotta che indica chiaramente il sonno: chi più chi meno, tutti dormono. È interessante notare come alcuni mammiferi abbiano sviluppato particolari forme di sonno come ad esempio i mammiferi marini. Balene e delfini hanno infatti un sonno uni-emisferico che consente loro di nuotare senza interruzione anche quando stanno riposando: un solo emisfero del cervello è a riposo con metà del corpo che appare addormentata e l’altra no.

Ma quanto dormono? 

In generale i predatori e gli animali notturni hanno sonni più lunghi, mentre le prede e i grossi animali hanno sonni più brevi. Tra i mammiferi più dormiglioni c’è il pipistrello bruno che in un giorno mediamente dorme 19,9 ore, ossia l’82,9% del tempo. Mentre tra i meno dormiglioni ci sono la giraffa con solo 1,9 ore di sonno al giorno e l’elefante africano con 3,3 ore. Tra i felini la tigre dorme 15,8 ore, il leone 13,5 ore, il gatto 12,1 ore, il ghepardo 12,1, il giaguaro 10,8. Tra gli animali da cortile, il coniglio mediamente dorme 11,4 ore, il cane 10,6 ore, il maiale 7,8 ore, la capra 5,3 ore, la mucca 3,9 ore, la pecora 3,8 ore, l’asino 3,1 ore, il cavallo 2,9 ore.

Gli uccelli somigliano ai mammiferi, anche se hanno fasi REM molto più brevi con ridotta attività cerebrale. Interessante notare come negli uccelli migratori la durata di questi sporadici sonni profondi venga ridotta drasticamente durante le migrazioni al fine di mantenere alta l’allerta in ambienti estranei.

Per i rettili parliamo quasi principalmente di fasi non-REM, quindi non arrivano quasi mai al sonno REM e si limitano ad un riposo superficiale anche molto prolungato.

I pesci, come anche gli anfibi, invece si riposano ma non arrivano ad un vero e proprio sonno. Sembrano però avere dei momenti di vero e proprio quasi-sonno chiudendo gli occhi, riducendo la respirazione e a volte assumendo una postura specifica come appoggiarsi sul fianco sul fondale, seppellendosi parzialmente o galleggiando in acque aperte. 

Per gli invertebrati, che rappresentano il 98% del regno animale, il discorso sonno rimane ancora materia di studio. Un buon numero di invertebrati presenta delle caratteristiche riconducibili al riposo ma non al sonno. Ad esempio, polpi e calamari quando sono in fase di riposo cambiano le proprie pupille (si restringono), le api assumono posizioni diverse del corpo durante la notte e risentono di un’eventuale privazione del riposo. Il moscerino della frutta, che gli studiosi hanno preso quale oggetto principale per lo studio della biologia del sonno, assume una postura particolare durante il riposo, inoltre diminuisce il riposo se stimolato con caffeina, mentre lo aumenta se stimolato con antistaminici.

Potrebbe interessarti anche...
newsletter Vuoi ricevere consigli su come dormire in modo confortevole?
Dichiaro di aver letto l'informativa qui allegata e di accettare il trattamento dei miei dati personali per le sole finalità indicate.

Contattaci per Informazioni