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La gravidanza e i ritmi del sonno

15.10.2014 Sonno e benessere
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I ritmi del sonno, durante la gravidanza, si modificano fisiologicamente. Ad esempio un po' di sonnolenza durante il giorno è un segno di benessere.

Secondo uno studio condotto dal Journal of the American Medical Association, tra la 11°e la 12° settimana di gravidanza aumentano leggermente le ore di sonno (7,4 ore, quasi mezz’ora più della media) ma ci si sveglia più volte, riposando meno. Dal terzo trimestre invece le ore si riducono a 6,9 e l’11% del tempo passato a letto lo si trascorre sveglie.
Fino al 4° mese di gravidanza i disturbi del sonno sono causati soprattutto alle modificazioni ormonali, ma poi si aggiungono altre cause, legate all’aumento di volume dell’addome, ai movimenti del bambino, oltre a eventuali preoccupazioni: il benessere del nascituro, la paura del parto, il timore di non saper affrontare il nuovo ruolo di madre. E’ quindi importante sin dall’inizio della gravidanza che la donna abbia la possibilità di ritagliarsi, durante la giornata, degli spazi per riposare.

Per favorire il riposo, la sera prima di coricarsi, può essere utile dedicarsi ad attività rilassanti (lettura, musica, etc.), fare un bagno tiepido, cenare con cibi leggeri evitando quelli di difficile digestione e speziati che possono causare bruciori di stomaco, bere una tisana rilassante.
Nell’arco della giornata sarebbe bene evitare l’assunzione di caffeina (caffè, the) soprattutto nel tardo pomeriggio e la sera.

La posizione raccomandata è quella sul fianco, in particolare quello sinistro con le ginocchia leggermente piegate perché questa posizione impedisce che il peso del feto comprima i vasi sanguigni, la cui compressione prolungata sulla vena cava può provocare capogiri e riduzione della pressione sanguigna. Per essere più comode può essere utile l’ausilio di cuscini da posizionare fra le gambe, sotto la schiena al fine di alleviare la pressione e quindi il fastidio.

Anche la scelta di un adeguato materasso è importante: non deve essere troppo rigido in quanto provocherebbe una riduzione del flusso sanguigno a causa di una eccessiva pressione esercitata sul corpo, ma neanche troppo morbido per evitare una mancanza di sostegno nei punti fondamentali come schiena e spalle.

Probabilmente, la tipologia di materasso più idonea è quella a molle indipendenti singolarmente e a portanza differenziata a più zone.

Questa struttura consente infatti al molleggio di rispondere in maniera adeguata alle singole sollecitazioni del corpo, proprio perché le molle lavorano in maniera autonoma e indipendente le une dalla altre. La mutante fisiologia del corpo viene così accompagnata da un automatico adattarsi del materasso per zone, che reagisce alle differenti pressioni con una portanza sempre calibrata.

Per migliorare ulteriormente il comfort la struttura a molle insacchettate può essere integrata da strati di schiuma elastica a portanza differenziata, come Memory o schiuma di lattice, che accentua la sensazione di morbidezza, abbinati a strati di contatto di lana, cotone o seta rivestito da un tessuto che faciliti la traspirazione.


Con la stessa finalità ma con una efficacia ancora superiore è consigliabile adottare anche un topper, e cioè un “materassino” imbottito di circa 3 o 4 centimetri, in lattice o viscoelastico che, cedendo sotto il peso del corpo, ridistribuisce in maniera uniforme la pressione su tutta la superficie: il risultato è un accentuato attenuamento delle tensioni muscolari ed un aumento del comfort del corpo che sta riposando.

 
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