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Quando fare sport vuol dire dormire bene

28.07.2016 Dormire bene
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Fare sport ha un'ottima influenza sul sonno e viceversa dormire bene porta risultati positivi nelle discipline sportive. Ecco perchè

Contributo del Professor Giuseppe Righini, docente del corso di laurea in fisioterapia presso l’Università Ludes di Lugano (CH).

 

Per dare indicazioni corrette in merito a quando fare sport e in generale al rapporto tra la pratica sportiva e il ritmo sonno/veglia è necessario partire da considerazioni più generali.
E’ infatti importante considerare che ogni campo elettromagnetico interagisce con il campo elettrico cellulare del nostro corpo. Se il nostro fisico è indebolito a causa dello stress, della fatica quotidiana, oppure a causa di ansia o malattia, la normale tensione della membrana cellulare si altera con la conseguenza di una possibile alterazione dei parametri endocellulari che in certi casi possono venire compromessi definitivamente. Proprio l’attività sportiva è il migliore e il più potente farmaco per mantenere lo stato di salute in equilibrio, come ribadiscono l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le principali riviste scientifiche sia di medicina che di scienze motorie e dello sport.

Sia per i giovani che per i meno giovani il rapporto movimento/sport e salute determina la qualità del sonno. Fare sport regolarmente e senza esagerazioni, rafforza il fisico, contribuisce al benessere e alla salute generale, ha un’ottima influenza sul sonno, riduce lo stress e regola l’ansia.
Viceversa chi dorme bene ha migliori probabilità di ottenere risultati positivi nelle diverse discipline sportive, soprattutto perché durante il sonno vengono rilasciati gli ormoni responsabili dello sviluppo del tono muscolare e del rafforzamento del sistema immunitario, senza dimenticare il potenziamento della capacità di concentrazione. Un equilibrato ritmo sonno/veglia è fondamentale quindi per chi pratica molto sport, come gli atleti professionisti.

 

Non sempre però è il momento giusto per fare sport, anche perché non sempre è possibile ritagliarsi del tempo durante la giornata.


Molti studi relativi a questo tema danno indicazioni molto precise, rivolte in particolare alla piccola nicchia degli atleti professionisti, il cui allenamento costante sottopone il fisico a un notevole stress che va monitorato continuamente.
Per la maggior parte delle persone la pratica sportiva avviene o durante le ore scolastiche e/o extrascolastiche nel pomeriggio, oppure durante la sera e al mattino presto. Il corpo riesce ad adattarsi a questi ritmi, anche se non totalmente in linea con le indicazioni generali di nutrizionisti, psicologi dello sport e allenatori.
E’ bene però non praticare sport nelle tarde ore serali, prima di coricarsi. La stimolazione della circolazione sanguigna che deriva dall’esercizio fisico può intralciare il sonno e rendere difficoltoso addormentarsi. Meglio quindi dedicarsi allo sport non oltre due/tre ore prima di andare a dormire.

E’ inoltre importante approcciarsi all’attività sportiva con una certa gradualità: il lavoro muscolare deve essere orientato in base all’età e alla preparazione, proprio perché ogni fisico ha necessità di un certo numero di ore di sonno per recuperare tutte le energie consumate. L’attivita’ aerobica deve essere privilegiata rispetto a una attivita’ anaerobica (sforzi brevi ed intensi) e lattacida. Per i bambini poi la pratica motoria è necessaria per scaricare e convogliare aggressività e ulteriori pulsioni.

 

Inserire l’esercizio fisico nel giusto ritmo sonno/veglia significa avere maggiori energie su cui contare durante la giornata. Se si rispetta il corretto rapporto tra le energie spese durante il giorno e quelle recuperate grazie ad un riposo ristoratore, il corpo può aumentare le proprie difese immunitarie e ottimizzare il proprio stato di salute.
Nuotare, camminare, andare in bicicletta aumentano certamente l’opportunità di dormire meglio e in alcuni casi una sana competizione sportiva, come durante una partita di tennis o badminton, crea quelle condizioni necessarie perché venga scaricata l’ansia accumulata durante la giornata. Lo sport si trasforma così in un momento di riscatto personale attivando quei processi mentali necessari per dormire bene. E proprio un riposo salutare dà il via a quei processi biochimici di rinforzo e riparazione dei tessuti che regolano la pressione sanguigna, il battito cardiaco, la glicemia, e altri fattori indispensabili per il benessere quotidiano. 
Il nostro consiglio è quindi di praticare attività motoria e sportiva, magari condividendola con qualcuno, nel rispetto dei suggerimenti indicati, per favorire la salute e vivere meglio ogni giorno.


Riferimenti bibliografici:
A.V., Preparare allo sport, SDS Roma 2014
A.V., Allenare l’atleta, SDS 2013
j. Weinek, L’allenamento Ottimale, Calzetti Mariucci 2001
R. Vianello, Psicologia sviluppo educazione, Juvenilia 1994
G. Righini, Mi alleno nuotando con stile, Ed. Caraba’ 2016

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